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giovedì 23 febbraio 2012

La tecnica del MASSAGGIO sonoro.

 


"Nell'immaginazione asiatica l'uomo è nato dal suono e quindi è suono."





Recentemente ho avuto la possibilità di leggere un articolo interessante sul sito mondobenessereblog riguardo una tecnica che deriva dalla musicoterapia: il massaggio sonoro. Nel suddetto articolo si legge che "Recenti studi scientifici confermano che le vibrazioni sonore non inducono solo a un effetto rilassante, ma sono in grado di combattere disturbi psico-fisici più o meno gravi." Questo particolare massaggio terapeutico è stato creato a partire da quella che in India più di 5000 anni fa veniva chiamata "antica arte di guarigione".



Tramite l'utilizzo di particolari strumenti - come campane in puro cristallo o l'arpa monocorde - e di particolari lettini sonorizzati l'esperto è in grado di restituire il benessere psicofisico al paziente ripristinando il suo equilibrio corpo-mente



"Gli atomi delle cellule di ogni essere vivente vibrano in quanto forme di energia. E' come se ogni più piccola particella del nostro corpo suonasse una sua musica,componendo insieme alle altre un'originale armonia. Quando quest'ultima viene spezzata da cause come stress, traumi e inquinamento si manifesta il malessere. Per guarire è necessario accordare il corpo come fanno gli orchestrali con i loro strumenti." Sostanzialmente si ritiene necessario somministrare al soggetto suoni puri con un alto potere vibrazionale (così da essere efficace - secondo il mio parere - anche per le persone sorde) al fine di ricreare i chakra.

venerdì 20 gennaio 2012

ABC: (in)segniamo la musica.

"Non conoscendo il linguaggio dei sordi, mentre segnavate la canzone sembrava una sorta di danza. [...] Oggi vedendo voi tradurre nel linguaggio dei segni vedevo danza e canto nella parte emotiva."
ABC a Italia's got Talent

Navigando sul web ho trovato un video che ha attirato la mia attenzione. Questo video riguarda il debutto del gruppo ABC.LIS  che ha partecipato alla scorsa edizione di Italia's got Talent. Nel filmato mi hanno colpito molto le parole - da me precedentemente riportate - con cui Maria De Filippi ha descritto questi ragazzi; soprattutto però mi ha colpito come loro siano stati in grado di esprimere una miriade di emozioni solamente con l'utilizzo di due mani e di un sorriso unico.
Questo esperimento nasce nel 1994 a Cossato quando nella Scuola dell'Infanzia Statale - dopo l'inserimento di quattro bambine sorde - si compie una scelta impegnativa: il bilinguismo "erga omnes". L'esperienza di formazione - prima scolastica ma successivamente anche socio-culturale - è avvenuta grazie alla speciale collaborazione di professionisti (insegnante, interprete LIS, logopediste, educatore sordo, il dirigente scolastico). Quest'esperienza è risultata talmente positiva che - con il passare del tempo e con un maggior numero di iscizioni di studenti sordi -  questo tipo di percorso scolastico si è prolungato fino alle superiori. 
 
Acquadro, Bertaglia, Coda


Nel contatto facebook delle ABC ho trovato due post scritti da parte delle educatrici che mi sembrava doveroso condividere con voi.




"La metodologia adottata si è incentrata sulla scelta di attività che mettano in gioco le conoscenze di tutti i bambini in modo che tutto ciò che è conoscenza individuale diventi comune. [...] A questo scopo sono utili sia le situazioni didattiche che quelle a-didattiche, come ad esempio il gioco, in cui l'allievo opera, implicandosi personalmente. Questa "implicazione" è l'obiettivo principale del nostro lavoro. In pratica, le insegnanti diventano registi nascosti che controllano lo svolgersi di un lavoro che intervengono solo dopo le scoperte effettuate dai bambini stessi."


"Per essere davvero tutti uguali occore riconoscere la  diversità di ognuno: rispettare la specificità linguistica e culturale dell'apprendimento del bambino sordo significa, pertanto, offrirgli anche interventi specifici, personalizzati, che nascano direttamente dai bisogni linguistici reali di ciascuno. La Scuola dell'Infanzia è caratterizzata dall'immersione naturale nell'esperienza, nelle relazioni e nella lingua. Qui si mettono le basi della competenza comunicativa."

martedì 17 gennaio 2012

TECNOLOGIA speciale.


Arrivare lì dove la parola non arriva.
Questo è lo scopo di una nuova applicazione per Iphone e Ipad che consente ai bambini sordi (e/o affetti da altre disabilità) di comunicare. E' proprio così, i metodi touch screen stanno cambiando la vita a numerosi soggetti disabili. 
Questa straordinaria applicazione consente ai genitori di registrare frasi o parole utili alla vita quotidiana e all'occorrenza il bambino non dovrà che appoggiare il dito (o semplicemente sfiorare) un'icona corrispondente sullo schermo al fine di ripetere le registrazioni relative ad emozioni, bisogni e quant'altro. 

L'idea proviene da un padre di un bambino di 5 anni che - "grazie" ad una malattia genetica - incontra molte problematiche nella comunicazione. Successivamente la bozza di questo padre così pieno di creatività e Amore fu sviluppata alla Wake Forest University ed è adesso in grado di fornire un ulteriore aiuto a molti bimbi di tutto il mondo. 


Questa nuova applicazione potrà essere utilizzata anche da bambini che sono affetti da altre patologie. Un esempio è rappresentato da un bambino di New York affetto da atrofia muscolare spinale che casualmente ha sfiorato l'icona dell'Ipad del fidanzato della sua baby-sitter; per la prima volta il bambino - tramite un'azione svolta autonomamente - ha iniziato a comunicare con i genitori.




Una nuova invenzione che va ad aggiungersi alle altre che in passato erano state create e che hanno garantito una vita migliore anche ai bambini sordi.

giovedì 12 gennaio 2012

Uno sguardo alla RICERCA.

Nell'ambito del gioco rivolto ai bambini non udenti sono state svolte varie ricerche importanti.

Tra le più famose ricordo quella condotta da Vandell e Gorge che compararono il gioco in coppie tra bambini sordi e quello tra bambini udenti. I risultati dimostrarono che i primi iniziavano maggiormente le relazioni di gioco con i pari. Nonostante ciò, i bambini udenti rispondevano alle richieste di gioco dei loro coetanei il 75% delle volte quando invece i bimbi con deficit uditivo solamente il 40 %.  


Secondo gli studiosi questo è da attribuire al fatto che i piccoli soggetti non udenti non fossero consapevoli delle richieste di gioco che provenivano da parte di alcuni bambini.

Precedentemente, nel 1981 Higginbotham e Baker misero a confronto infanti (tra i 47 e i 66 mesi) udenti e non, arrivando alle conclusioni che gli ultimi dedicavano meno tempo al gioco cooperativo (associativo e collaborativo) rispetto al gioco solitario. Queste conclusioni sono da correlare probabilmente alla mancanza parziale di competenze sociali che non sono in grado di costruire buone interazioni interpersonali.

giovedì 29 dicembre 2011

"Le vibrazioni: riusciamo a PERCEPIRLE."

"Uno dei compiti, o se preferiamo delle missioni, di ogni musicista è quello di portare la musica dove non c'è."
Sergio Quarta, ideatore dell'avventura dei Deaf Drums Road.

I Deaf Drums Road durante un'esibizione.
Questa formidabile esperienza è nata nel 2000 grazie a Sergio Quarta che - invitato a tenere un laboratorio musicale al quale avrebbero partecipato anche alcuni non udenti che provenivano dal Convitto per sordi di Roma - è riuscito a raccogliere la sfida e a trasformarla in un progetto positivo. Deaf Drums Road, i "Tamburi sordi di strada", questo è il nome del primo gruppo di percussionisti sordi che ha visto la sua nascita dopo quest'esperienza. 
Il ritmo fu il complicato starting point del maestro. Infatti, una persona sorda dalla nascita - sia essa un bambino o un adulto - non può avere un riferimento ritmico regolare. Ciò deriva anche dal fatto che un infante sordo non ha la possibilità di ascoltare il primo ritmo che viene normalmente trasmesso da parte della madre: la ninna nanna.


L'idea innovativa che Quarta introdusse fu l'associazione di una sequenza ritmica ad alcune azioni quotidiane, prima fra tutte l'atto del camminare. Infatti, secondo il maestro "una persona sorda camminando riproduce, in maniera spontanea, una sequenza ritmica regolare, come fa una persona udente. Tenendo in grembo un tamburo e cercando di sostenere una camminata naturale, abbiamo fatto corrispondere, a ogni passo, un colpo prodotto con la mano per ottenere un effetto all’unisono, quindi lo sviluppo e la costruzione di un ritmo regolare, grazie anche allo studio della tecnica dei vari strumenti." I ragazzi con il passare del tempo sono riusciti a far "cantare" le loro percussioni anche da seduti proprio come hanno potuto mostrare al Global Junior Challenge del 2009. 

Inoltre, possiamo sostenere anche un ulteriore vantaggio della musica, quello dell'aumento della socializzazione. Infatti, quest'incredibile esperienza è riuscita così tanto a rafforzare il legame tra i giovani del Deaf Drums Road che tra di loro si chiamano "fratelli", figli della stessa madre la musica.
Ciò che all'apparenza poteva sembrare un ossimoro è diventato una realtà concreta.

"Noi riusciamo a suonare grazie alle vibrazioni che rimbombano all'interno dei tamburi, riusciamo a percepirle. Naturalmente dobbiamo studiare il ritmo, la matematica, per riuscirci. Dobbiamo prestare molta attenzione e seguire il nostro maestro, che ci fa capire se il ritmo della musica è lento o veloce. Il maestro ci ha aiutati a individuare il ritmo, spiegandoci che lo possiamo tenere camminando: se si fanno passi più brevi, il ritmo sarà più veloce, se i passi sono più lunghi, sarà più lento."
 Massimo, un componente dei Deaf Drums Road.


giovedì 1 dicembre 2011

Sikia, ascolta.

Una possibilità di istruzione rivolta anche ai bambini sordomuti. Questo è il fine principale che si prefigge di ottenere il nuovo progetto "Sikia Kenya". Una denominazione significativa, non trovate? Sikia, ascolta.
Bambini del progetto "Sikia Kenya".
L'iniziativa, resa possibile grazie ai fondi messi a disposizione dall'Antoniano di Bologna attraverso il "Fiore della Solidarietà", consente di donare (sì, l'istruzione è, oltre che un diritto, un dono) un luogo scolastico consono a più di 100 bambini sordomuti. Inoltre, l'obiettivo che si cerca di ottenere con "Sikia Kenya" è l'eliminazione dei pregiudizi che, in Africa, persistono riguardo ad un possibile collegamento tra sordomutismo e qualche forma di magia nera. Questo pregiudizio porta i genitori a tenere i loro figli in casa fino ai 6-9 anni, età in cui ogni bambino dovrebbe sviluppare quella che in gergo viene chiamata "socializzazione secondaria", vale a dire quel tipo di socializzazione che si mette in pratica anche con gli individui che non rientrano nel nucleo familiare. Ciò può portare molto frequentemente alla loro esclusione dalla vita sociale.
Questo è uno degli esempi più attuali che possono farci notare come il legame tra sordità e musica - che in questo caso è rappresentata dall'Antoniano e dalla trasmissione "Lo zecchino d'oro" - continua ad esistere.

 Possiamo affermare che, come sosteneva un saggio autore, "la vera musica è il linguaggio del cuore" perciò dal momento che tutti gli esseri umani, udenti e non, sono in grado di percepire e trasmettere emozioni in modi estremamente diversi, conoscono anche la musica .

venerdì 18 novembre 2011

Questo è il primo post

In questo blog tratterò del ruolo del gioco nello sviluppo sociale dei bambini sordomuti. Focalizzerò la mia attenzione soprattutto sulla relazione educativa, rivolta ai nostri soggetti educativi, esistente tra gioco e musica.
Penso che sia possibile questa unione anche se rivolta a soggetti con questo genere di disabilità. Credo infatti che - come affermerebbe Maria Zambrano - in ogni persona "il silenzio assoluto non esista spontaneamente. C'è sempre una vibrazione nell'aria (...) Accade che, se osserviamo il nostro spazio interiore, troviamo che non è mai vuoto e neppure taciturno. Siamo sempre in mezzo al brusio, fuori e dentro."