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giovedì 22 dicembre 2011

Un LIBRO sotto l'albero.

L'atmosfera natalizia è già alle porte e una parte di voi non ha ancora pensato agli ultimi regali? 
Cosa c'è di più semplice e arricchente per l'anima di trovare un libro sotto l'albero? 


Un'opera la cui trama mi ha molto colpito, e che senza ombra di dubbio prossimamente leggerò, è "Lettera a mia figlia" di Renato Pigliacampo. L'autore - non udente sin dalla fanciullezza ed ora docente di Psicopatologia del minorato sensoriale e di Laboratorio dei linguaggi per il sostegno nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Macerata, oltre che scrittore, poeta e saggista - afferma "Non sono un narratore di storie. Io, nei miei libri, confesso di vivere."

Questo romanzo narra di una madre non udente che racconta alla figlia, la quale si trova a studiare all'Università di Roma, il suo incredibile passato. Dalle difficoltà incontrate in una scuola per udenti alla scoperta della propria identità linguistico-culturale in quelle che vengono chiamate "scuole speciali", dall'incontro al rinnovato affetto con il padre udente. Queste sono le tematiche che vengono principalmente approfondite dal racconto di questa donna. Questa sorta di libro-lettera è in grado di farci comprendere cosa voglia dire entrare in contatto, vivere e amare il Silenzio.


Se vi ho incuriosito consultate il sito ufficiale dell'autore per avere maggiori informazioni sulla sua vita narrativa e sulla sua attività sociale. 

Non mi resta che augurarvi un Natale colmo di gioia con la speranza che la musica natalizia infondi i cuori che ancora sono appesantiti dal pregiudizio che le persone sordomute  non siano in grado di percepire la musica e di emozionarsi.

sabato 19 novembre 2011

Sordomutismo: una patologia SOLO medica?

Aprendo un qualsiasi dizionario possiamo notare come la sordità sia definita come "una malattia dell'orecchio che si manifesta con la perdita totale o parziale dell'udito" e come, parallelamente, il mutismo sia definibile come "quella condizione per cui l'essere umano si trova nella condizione di non riuscire a comunicare tramite la voce e la parola". Di conseguenza, la maggioranza della collettività potrebbe arrivare a sostenere come il sordomutismo - che nella pratica si trova a rappresentare l'incontro tra le due condizioni precedentemente descritte - sia da considerare una limitazione e che, quindi, i soggetti sordomuti siano da discriminare o da etichettare come "diversi" o, ancor peggio, "anormali". Cercando di eliminare gli stereotipi e i pregiudizi che normalmente si creano attorno a questioni a noi sconosciute, credo sia fondamentale andare quotidianamente ad analizzare più a fondo questa particolare patologia.
Assenza di feedback uditivo, problematicità nella comunicazione, esclusione dal resto della realtà sociale nella quale ci si trova inseriti. Sono queste alcune delle problematicità sociali che i soggetti sordomuti si trovano ad affrontare nella vita di tutti i giorni. Solamente attraverso una proposta di mezzi comunicativi consoni, come ad esempio la LIS o la dattilologia, l'individuo sarà in grado di ottenere una qualità di vita migliore. 


Vi lascio con una strofa di una poesia autobiografica - che ho letto recentemente e che spero possa suscitare qualche riflessione - del dott. Willard J. Madsen, conosciuto a livello internazionale come insegnante, poeta ed esperto della lingua dei segni .

Che cosa c’è di più terribile che essere un bambino,
a scuola, in una stanza vuota di suono
con una maestra che parla e parla e parla;
e che quando ti viene vicino
si aspetta che tu abbia capito le sue parole?

Devi essere sordo per capire.