giovedì 19 gennaio 2012

COSA scegliere?



"Giocare significa allenare la mente alla vita. Un gioco non è mai solo un gioco."
Stephen Littleword 




Come già anticipato nel post precedente, quando un educatore (o il caregiver) si trova nel momento dell'acquisto del giocattolo è importante che segua determinati criteri al fine di compiere una buona scelta. In particolare, questi criteri dovrebbero essere seguiti quando si entra a contatto con una qualsiasi forma di disabilità.

Secondo la dottoressa F. Caprino, nell'ambito dell'ipoacusia è bene fare una distinzione. Infatti, i bimbi molto piccoli saranno attirati maggiormente dai giocattoli che si muovono, vibrano e con effetti speciali (ad esempio lucine ad intermittenza), mentre i più grandicelli dovranno essere portati ad aggirare le difficoltà linguistiche. Nel campo tecnologico sarà necessario l'utilizzo di videogames - o altri giochi - con istruzioni sottotitolate.

L'educatore dovrebbe progettare attività e giochi all'interno dei quali creare forme comunicative alternative (dalle semplici parole scritte ai segni LIS, dalle semplici espressioni del viso ai gesti particolari).



Inoltre, risulta importante progettare - oltre a specifiche attività di musicoterapia e psicomotricità - particolari percorsi musicali. Tutto ciò può essere attuato anche grazie a specifiche applicazioni che siano in grado di tradurre le brevi composizioni musicali del bimbo graficamente tramite l'utilizzo di immagini, colori e altro.





martedì 17 gennaio 2012

TECNOLOGIA speciale.


Arrivare lì dove la parola non arriva.
Questo è lo scopo di una nuova applicazione per Iphone e Ipad che consente ai bambini sordi (e/o affetti da altre disabilità) di comunicare. E' proprio così, i metodi touch screen stanno cambiando la vita a numerosi soggetti disabili. 
Questa straordinaria applicazione consente ai genitori di registrare frasi o parole utili alla vita quotidiana e all'occorrenza il bambino non dovrà che appoggiare il dito (o semplicemente sfiorare) un'icona corrispondente sullo schermo al fine di ripetere le registrazioni relative ad emozioni, bisogni e quant'altro. 

L'idea proviene da un padre di un bambino di 5 anni che - "grazie" ad una malattia genetica - incontra molte problematiche nella comunicazione. Successivamente la bozza di questo padre così pieno di creatività e Amore fu sviluppata alla Wake Forest University ed è adesso in grado di fornire un ulteriore aiuto a molti bimbi di tutto il mondo. 


Questa nuova applicazione potrà essere utilizzata anche da bambini che sono affetti da altre patologie. Un esempio è rappresentato da un bambino di New York affetto da atrofia muscolare spinale che casualmente ha sfiorato l'icona dell'Ipad del fidanzato della sua baby-sitter; per la prima volta il bambino - tramite un'azione svolta autonomamente - ha iniziato a comunicare con i genitori.




Una nuova invenzione che va ad aggiungersi alle altre che in passato erano state create e che hanno garantito una vita migliore anche ai bambini sordi.

La scelta del GIOCATTOLO speciale.


Parlando del setting ludico - che è necessario creare nel momento del gioco - è stata citata anche l'importanza che assume il giocattolo che si mette a disposizione.
Innanzitutto, ritengo che - quando si trovano nella situazione di comprarne uno nuovo - i genitori e gli educatori siano in un certo senso obbligati ad entrare in contatto con i primi quattro aspetti fondamentali del bambino: l'età cronologica, la sua personalità, lo stadio di sviluppo raggiunto e - non di meno importanza - i suoi interessi. Inoltre, in termini educativi è fondamentale tenere in considerazione la riparabilità del giocattolo e il grado di autonomia che esso è in grado di offrire.
Nell'ambito della disabilità si sostiene che bambini che possiedono la stessa menomazione abbiano comunque delle richieste ludiche differenti.
Per quanto riguarda la scelta dei giocattoli è possibile compiere una distinzione:
  1. giocattoli e altri materiali reperibili sul mercato che per i loro caratteri possono essere utilizzati facilmente anche da chi presenti qualsiasi tipo di disabilità;
  2. giocattoli comuni adattati per venire incontro a specifici deficit (ad esempio un puzzle cui vengano applicati dei piccoli magneti che ne rendano più semplice il posizionamento);
  3. giocattoli costruiti secondo i moderni criteri della progettazione universale al fine di venire incontro - da ogni punto di vista - alle esigenze di più soggetti possibili.
Penso sia utile comunque che le soluzioni ludiche migliori siano da ritenersi quelle che nascono dall'immaginazione e dal confronto di esperienze di genitori ed educatori.

 

 "Nei loro giochi i bambini fanno tutti quei movimenti necessari per convincerci che le loro immaginazioni sono delle realtà."  
Joseph Joubert

    venerdì 13 gennaio 2012

    Il SETTING ludico.


    Come sostiene ancora la dottoressa F. Caprino, nonostante il gioco ricopra le stesse funzioni nei bambini sordomuti, c'è da considerare il fatto che possono comunque nascere alcune difficoltà di interazione tra bambini udenti e non. Queste difficoltà di relazione ludica possono essere migliorate grazie ad un'accurata attenzione nella preparazione del setting di gioco. In questo modo, si possono superare i problemi posti dalla disabilità introducendo una maggiore autonomia e libertà ludica.
    Gli elementi principali che ci si trova necessariamente a valutare nella preparazione di un particolare setting sono:

    • lo spazio di gioco (facendo attenzione alla differenza tra spazio aperto e chiuso, illuminato o meno, lo spazio di attività, la disposizione del materiale ludico...);
    • la scelta del gioco da svolgere con particolare attenzione all'aiuto che possono offrire i coetanei (ma anche gli educatori o il caregiver) in determinate attività;
    • la postura del bambino e il suo ruolo (anche in relazione ad eventuali compagni di gioco con i quali instaura diverse dinamiche che potrebbero risultare anche conflittuali);
    • la scelta del materiale e dei giocattoli a disposizione.



    "Il gioco del bambino è determinato dai desideri, anzi da un unico desiderio (che contribuisce alla sua educazione), il desiderio di essere grande e adulto."
    Sigmund Freud

      Gioco: diversi soggetti, STESSA funzione.



        "Se la vita non ti offre un gioco che valga la pena giocare, inventane tu uno nuovo."
      Anthony J. D'Angelo


       

      Il gioco rappresenta un mezzo privilegiato per la scoperta del mondo esterno grazie a cui si tenta di raggiungere uno sviluppo cognitivo, motorio e sociale efficiente. Inoltre, ritengo che l'attività ludica abbia il fondamentale fine di sperimentare nuovi ruoli sociali (ad esempio, tramite il gioco simbolico e quello di finzione) e di accrescere la creatività del soggetto. 
      Come già introdotto e come sostenuto dalla dottoressa Caprino, il gioco ricopre le medesime funzioni nei bambini sordi. Infatti, dal momento che risponde ad un bisogno intrinseco del bambino esso deve essere considerato come un diritto naturale ed imprescindibile del bimbo. Perciò, l'attività ludica rivolta ai bambini sordomuti non può essere intesa come una semplice attività riabilitativa ma è necessario tenere in considerazione anche il divertimento e la spontaneità. In questo senso l'atto del giocare viene paragonato all'atto del comunicare.
      Inoltre, credo possa essere ritenuto rilevante - oltre che tra educandi ed educatori (genitori, insegnanti...) - una continua interazione tra gli stessi educatori in modo che ci sia un concreto confronto tra le diverse chiavi di lettura dei bisogni del bambino. In questo modo, si potrà consentire la realizzazione di attività di gioco creative e stimolanti per la crescita psicosociale del bambino.

      giovedì 12 gennaio 2012

      Uno sguardo alla RICERCA.

      Nell'ambito del gioco rivolto ai bambini non udenti sono state svolte varie ricerche importanti.

      Tra le più famose ricordo quella condotta da Vandell e Gorge che compararono il gioco in coppie tra bambini sordi e quello tra bambini udenti. I risultati dimostrarono che i primi iniziavano maggiormente le relazioni di gioco con i pari. Nonostante ciò, i bambini udenti rispondevano alle richieste di gioco dei loro coetanei il 75% delle volte quando invece i bimbi con deficit uditivo solamente il 40 %.  


      Secondo gli studiosi questo è da attribuire al fatto che i piccoli soggetti non udenti non fossero consapevoli delle richieste di gioco che provenivano da parte di alcuni bambini.

      Precedentemente, nel 1981 Higginbotham e Baker misero a confronto infanti (tra i 47 e i 66 mesi) udenti e non, arrivando alle conclusioni che gli ultimi dedicavano meno tempo al gioco cooperativo (associativo e collaborativo) rispetto al gioco solitario. Queste conclusioni sono da correlare probabilmente alla mancanza parziale di competenze sociali che non sono in grado di costruire buone interazioni interpersonali.

      sabato 7 gennaio 2012

      Gioco SPECIALE.

      "Soltanto nel gioco è possibile per l’uomo essere veramente libero. Il gioco costringe alla parità perché a tutti i giocatori sono state impartite le stesse istruzioni, e inoltre mette in pratica la certezza del diritto, perché un gioco può esistere soltanto nel rispetto delle regole."
      Gioco da ragazzi, Juli Zeh
       
      Il gioco riveste un ruolo fondamentale nei confronti dei bambini sordomuti. Infatti, esso ha come fini principali forti fiducia e senso di sè che portano successivamente alla formazione dell'identità personale. 

      I bambini sordomuti incontrano nel momento del gioco una difficoltà, quella della risposta a determinati gesti dei loro coetanei; ciò perché essi si trovano a dimezzare l'attenzione tra le dinamiche del gioco e le richieste dei compagni del gioco stesso.  Infatti, i bambini udenti sono in grado di di ascoltare e rispondere contemporaneamente e contestualmente al gioco quando invece i bambini sordi sono in un certo senso obbligati a compiere una scelta tra le due attività. Per cui quando lo sguardo di questi bambini speciali è attratto dall'aspetto materiale del gioco (gli oggetti), la conversazione - fondamentale nel gioco cooperativo e parallelo - non viene considerata. 
      Inoltre, il gioco simbolico assume una grande importanza. Infatti, esso permette al bambino di distinguere tra realtà e finzione, tra gli oggetti e il loro significato.


      Dal momento che il gioco risulta un mezzo importante per la formazione di un'identità personale ma anche sociale sono state realizzate diverse iniziative originali - come il ludobus - affinché i bimbi con deficit uditivi possano contare sulla presenza di strutture consone alle loro esigenze.